venerdì 27 febbraio 2015

Lezzi (M5S) svela tutti i trucchi di quei 80 euro di Renzi. Voi lo sapevate

Travaglio vs Quartapelle

giovedì 26 febbraio 2015

Travaglio massacra la Mogherini

Di Battista sulla guerra in Libia

Il vice premier non si presenta in aula e Paola Taverna gli risponde in ...

mercoledì 25 febbraio 2015

Taverna (M5S): Quando mi chiederete le bombe io me ne vado





Ricca fa arrabbiare Matteo Renzi

Di Battista intervistato da servizio pubblico

Il pubblico non accetta la disinformazione e difende il M5S.

martedì 24 febbraio 2015

Il politico Brignano v/s la comica ravetto - Io vado a casa di Beppe gri...

Puntata 24/02/2015

Antimafia, Giarrusso vs Bindi: 'Sordina a critiche dei magistrati su vot...

Marco Travaglio confronta la figura di Sandro Pertini e quella di Giorgi...

Pianista di Forza Italia beccato alla Camera da Vittorio Ferraresi (M5S)

Un grande Andrea Scanzi ridicolizza Gasparri sulla sentenza della cassaz...

Proiettili di minaccia al benzinaio Stacchio



Vicenza, 23 febbraio 2015 - Due proiettili, chiusi in una busta. E' questo il macabro avvertimento giunto davanti all'abitazione di Roberto Zancan, il gioielliere di Ponte di Nanto (Vicenza) che il 3 febbraio scorso aveva subito un tentativo di rapina. Uno dei rapinatori era rimasto ucciso da un colpo di fucile sparato da un benzinaio, Graziano Stacchio, che aveva visto i malviventi allontanarsi. E nella busta, in effetti, compaiono i nomi dello stesso gioielliere e del benzinaio. Sul posto i carabinieri del reparto operativo di Vicenza. Stasera mentre il gioielliere era in casa con dei giornalisti di «Quinta colonna» di Retequattro - alla trasmissione era ospite in studio sua moglie - qualcuno ha suonato il campanello di casa. Quando Zancan è andato ad aprire la porta ha trovato la busta contenente i proiettili per arma corta. Nel tentativo di rapina era morto Albano Cassol un nomade trevigiano, che stato ferito ad una gamba ed era morto dissanguato. I complici erano riusciti invece ad allontanarsi facendo perdere le loro tracce.

Fiorella Mannoia: I 5 Stelle sono davvero in gamba e hanno tutti contro

Claudio Baglioni: "Beppe Grillo dice cose sacrosante ed è indispensabile...

lunedì 23 febbraio 2015

Luigi Di Maio (M5S): Virus "Partiti fanno affari con i soldi degli itali...

CLANDESTINO sferra pugno contro anziano : " Sono clandestino e faccio quello che voglio".


È successo sabato scorso ad Ancona dopo le 20 all'uscita del cinema Goldoni, in pieno centro. Uno straniero, clandestino, si è avvicinato a due coppie di anziani che erano andate a vedere un film e ha iniziato a urlare contro di loro: "Sono clandestino e faccio quello che voglio". E così ha sferrato un pugno in faccia a una 70enne. E poi ne ha dato un altro a un 80enne che aveva provato a difendere l'altro italiano. Dopo l'aggressione lo straniero è scappato facendo perdere le sue tracce.

Travaglio: " I 5 Stelle non si intascano soldi"

MORTE SCHIAVONE: Beppe Grillo: “Ci prendono per idioti? Lo hanno ammazzato e sappiamo tutti chi è il mandante”


 «Il nostro era un clan di Stato: noi facevamo i sindaci in tutti e 106 i comuni della provincia di Caserta. Noi potevamo fare tutto». Non era un pentito qualsiasi, Carmine Schiavone: il boss che teneva l’amministrazione dei Casalesi, morto d’infarto nella sua casa nell’alto Lazio, è stato il primo a svelare i traffici del più potente clan camorristico e, soprattutto, a raccontare come e quando la provincia di Caserta è stata trasformata in un’immensa discarica dove accogliere ogni tipo di rifiuto tossico.

Omicidi, guerre tra clan, collegamenti con le altre organizzazioni criminali, rapporti tra politica e camorra, infiltrazioni nell’economia, traffico di rifiuti: le parole di Schiavone, raccolte in decine e decine di verbali a partire dal maggio del 1993, hanno sconquassato un sistema che andava avanti da decenni e hanno portato, due anni dopo, al maxi bliz contro i casalesi che fece finire in cella 136 persone. Dissero che si pentì perché sospettava che qualcuno all’interno del clan lo avesse tradito, dopo un’evasione dai domiciliari. Fatto sta che le sue dichiarazioni al processo furono la base per una pioggia di condanne, tra cui quelle per suo cugino Francesco Sandokan Schiavone, Francesco Bidognetti e Michele Zagaria, la cupola del clan.

«La sua collaborazione fu fondamentale – racconta oggi il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, che nel 1993 raccolse le parole di Schiavone e sostenne l’accusa al processo – fu il primo esponente del clan che ha aperto uno squarcio sul sistema criminale creato dai casalesi e l’unico che davvero ci ha aiutato a capire una realtà in cui accanto alla forza militare c’era una rilevante forza economico-imprenditoriale.»

Per spiegare come funzionavano le cose nella provincia di Caserta, il boss pentito raccontò un aneddoto. «A Villa Literno ho fatto io stesso l’amministrazione comunale. Abbiamo candidato determinate persone al di fuori di ogni sospetto ed abbiamo fatto eleggere 10 consiglieri…un seggio lo hanno preso i repubblicani, 8 i socialisti ed uno i comunisti, un certo Fabozzo…ho detto: `tu fai il sindaco tu l’assessore e così via´. Mi hanno detto che mancava un consigliere per avere la maggioranza e allora ho detto `andate a prendere Enrico Fabozzo´ e lo facciamo diventare democristiano. La mattina dopo lo facemmo assessore al personale. Era cosi che si facevano le amministrazioni». Anche l’assegnazione degli appalti funzionava alla stessa maniera: «ai comuni – ha rivelato ancora Schiavone – dicevano che sui grandi lavori edili avrebbero trattato con noi al 2.5%. La tariffa prevedeva il 5% sulle opere di costruzione e 10% sulle opere stradali». Le strade rendevano di più: «ogni anno si rifanno. Il capitolato stabiliva 6 cm di asfalto e invece ne venivamo messi tre». «Grazie a lui – dice ancora Cafiero De Raho – scoprimmo che il clan controllava ogni attività economica nel casertano. E poi arrivarono le dichiarazioni choc sui rifiuti».

Parole che nessuno ha più dimenticato. Gli inquirenti le conobbero già in quegli anni, avviando le verifiche, e la politica nel 1997, quando Schiavone depose alla commissione d’inchiesta sui rifiuti. Quel verbale è stato desecretato nel 2013, lo stesso anno in cui Schiavone uscì dal programma di protezione nel quale rimangono invece i suoi familiari. «Per l’immondizia entravano 100 milioni al mese, poi mi sono reso conto che il profitto era di almeno 600-700 milioni al mese», ha messo a verbale raccontando cosa c’è sotto la terra dei fuochi. «Dalla Germania arrivano camion che trasportavano fanghi nucleari…arrivavano in cassette di piombo da 50»; e poi c’erano «fusti che contenevano toluene, provenienti dalle fabbriche della zona di Arezzo», e rifiuti che arrivavano da Massa Carrara, Genova, La Spezia, Milano. «Vi sono molte sostanze tossiche come fanghi industriali, rifiuti di lavorazione di tutte le specie, tra cui quelli provenienti dalle concerie, dovrebbero esserci anche rifiuti radioattivi collocati in un terreno sul quale oggi vi sono i bufali e su cui non cresce più erba».

Per il clan, diceva Schiavone spiegando che questa storia andava avanti da metà degli anni ottanta, era indubbiamente un «buon business», anche se «il paese sarebbe stato avvelenato»: perché «i rifiuti avrebbero inquinato le falde acquifere» e molti degli scavi, fino a 20-30 metri di profondità «erano limitrofi alle falde stesse». Si toglieva la sabbia che serviva per le costruzioni, ha raccontato, e nelle vasche, di notte, i camion scaricavano i rifiuti che venivano coperti con un po’ di terreno. Quando gli chiesero di quante migliaia di tonnellate stesse parlando, Schiavone rispose così: «ma quale migliaia, qui si parla di milioni e milioni di tonnellate. Per bonificare la zona ci vorrebbero tutti i soldi dello Stato di un anno».

La conseguenza Schiavone la conosceva bene, già nel 1997: «gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno, rischiano di morire tutti di cancro entro 20 anni, avranno forse 20 anni di vita, non credo che si salveranno». E intanto arrivano le prime dichiarazioni dal mondo della politica. Su tutte fa scalpore l’affermazione di Beppe Grillo: “Vogliono farci credere che sia un caso. In Italia funziona sempre così, ci prendono per idioti. I mandanti si staranno sbellicando dalle risate”.

Alessandro Di Battista (M5S) "Bisogna spegnere la televisione" - Verona

Lo scandalo dei centri accoglienza

Paola Taverna (M5S) "Donne che si mettono in gioco" - Verona

Di Battista - Ferraresi (M5S): stiamo sempre in piazza a contatto coi ci...

DOCENTE CONTESTA RENZI, LE ALTRE PROF LA ATTACCANO

Isis, nuovo video dell'orrore: 21 peshmerga in gabbia come bestie: adesso li decapitiamo





Bruxelles ha paura del M5S

domenica 22 febbraio 2015

Giancarlo Cancelleri (M5S) "Si trovano i soldi per i vitalizi e non per ...

Luigi Di Maio (M5S): Skytg24 "Gli effetti del Jobs Act"

Barbara Lezzi (M5S): La gabbia "Basta precarieta'"

sabato 21 febbraio 2015

BEPPE GRILLO SMERDA CROZZA!!!

Alessandro Di Battista (M5S) "La credibilità" - Torino

venerdì 20 febbraio 2015

Detenuto suicida, Buonanno shock: "Uno in meno, risparmiato denaro"



"Se si è ammazzato è una scelta sua, abbiamo risparmiato tanti soldi. Uno in meno da mantenere". Lo ha detto Gianluca Buonanno commentando gli insulti scritti su Facebook da alcuni poliziotti dopo il suicidio, nel carcere milanese di Opera, di un detenuto romeno. "Io gli agenti li capisco - dice l'esponente leghista -. I delinquenti come quelli non hanno nessun limite e tanti di quella stirpe, i romeni, uccidono, massacrano e rubano per quattro soldi".
Le frasi shock dell'europarlamentare sono state pronunciate durante la trasmissione "La Zanzara" su Radio 24. Buonanno difende strenuamente gli autori dei commenti: "C'è uno Stato che fa schifo e questi rischiano la vita per 1.200 euro al mese. Quelli che hanno fatto certi commenti li capisco".

E conclude: "Che sia morto un superdelinquente non me ne importa.Uno in meno da mantenere, sono d’accordo con molti commenti che leggo online".
FONTE

Paola Taverna (M5S) "Sono grillina e pure Moralisti del caz.." - Roma

Elicotteri Apache U.S.A. Sparano e Uccidono 12 Civili a Baghdad




Travaglio su corruzione Renzi non da risposte

Renzi contestato

giovedì 19 febbraio 2015

La strana stagione delle banche popolari

Falciani vs Santanchè

SCENE DI GUERRIGLIA A ROMA. POLIZIA VS HOOLIGANS

Danilo Toninelli (M5S): Porta a Porta - sbugiarda il PD e Moretti

Intervento Integrale alla Camera - Di Battista (M5S) sulla situazione Ma...

Fiducia sul Decreto ILVA, l'intervento di Barbara Lezzi

Di Battista (M5S) asfalta il candidato PD

mercoledì 18 febbraio 2015

Fico: "State provando a farci fuori ma non ce la farete, perché sarete v...

Di Matte: " Berlusconi atto con Mafia "

Di Maio: "Isteria di questo governo porterà allo sfascio il Paese"

Il comune spegne la luce: "I rom paghino le bollette come gli altri"



Gli abitanti, rom e sinti, del campo nomadi cittadino, infatti, non potranno più usufruire dell'allacciamento alle reti idrica ed elettrica del comune fino a quando non sottoscriveranno un regolare contratto.
La decisione del comune arriva al termine di un tavolo di trattative protrattosi per mesi: dopo che nel 2014 l'area di via Cricoli era stata riqualificata con fondi ministeriali, l'amministrazione comunale aveva invitato i nomadi a mettersi in regola anche per quanto riguarda le forniture idroelettriche, ma tutti gli appelli erano rimasti senza risposta.
Il locale Giornale di Vicenza aggiunge addirittura che nessuno dei sinti ha voluto nemmeno ricevere la lettera. Così, ieri mattina i messi comunali hanno notificato ai nomadi la decisione della giunta vicentina: le forniture cesseranno di essere erogate.
Negli scorsi mesi il sindaco del Pd Achille Variati e la sua giunta erano finiti nella bufera proprio per le bollette pagate ai nomadi: un gesto da molti giudicato come un inaccettabile privilegio, tanto più ingiustificato alla luce della crisi economica, che lascia tante famiglie senza la possibilità di pagare le bollette in casa propria. La consigliera comunale della Lega Manuela Dal Lago si era lamentata, in particolare, dei 125mila euro in tre anni spesi per pagare il conto dei nomadi.

Isis: "Una pioggia di missili sulla Sicilia, apriremo il fuoco dalla Tunisia"


Su Libero lo diciamo da tempo: i tagliagole sono alle porte. E l'ultima conferma al sospetto arriva direttamente dall'Isis, messo nero su bianco nell'edizione 2015 di The islamic state, lo stato islamico, un pamphlet propagandistico di 100 pagine scritto in un pessimo inglese. I tagliagoli all'ordine del Califfo al-Baghdadi spiegano il loro progetto: lanciare missili sull'Europa, Italia, Spagna e Malta in primis, territori raggiungibili da lanciatori piazzati in avamposti tunisini. Nel dettaglio, spiegano i folli islamisti, vogliono raggiungere la Sicilia "con una pioggia di missili".

La minaccia - "Non appena i persiani saranno sconfitti - spiegano inThe islamic state - i mujaheddin di Tunisia e Libia cattureranno gli arsenali dei dittatori, compresi i missili. Ansar al Sharia in Libia e Aquim (acronimo di Al Qaeda nel Magreb islamico, ndr) in Tunisia inizieranno a lanciare i loro missili nel cuore dell'Europa comevendetta per quello che i loro fratelli stanno patendo in Siria.Se studiamo missili con i M75, che hanno un range di 170 chilometri, vediamo che dalla Tunisia possano raggiungere l'Italia, che dista 160 chilometri". Un addetto ai lavori citato da Il Giorno, però, osserva che "in realtà il testo" dell'Isis è ottimista, poiché "gli M75 citati, missili della famiglia Qassam, hanno infatti un range di 70/80 chilometri(e una testata di soli 20 kg al massimo) e non potremmero mai raggiungere la Sicilia, che, anche partendo da al Huwaria, estrema propaggine della Tunisia, dista 146 km in linea d'aria".
Il sospetto - Il documento diffuso dall'Is cita poi anche un altro tipo di missili: "La Libia ha nel suo arsenale missili 9k52 Luna M-Frog 7 emissili Scud B, e non c'è dubbio che missili ancora più avanzati sono presenti negli arsenali sauditi e iraniani che lo Stato islamico spera di conquistare". Si tratta di testate che hanno una gittata rispettivamente di 210 e 300 chilometri e una testata fino a 600 e 985 chili di esplosivo. Questi missili, dunque, potenzialmente potrebbero colpire, e secondo le intelligence almeno due testate sarebbero già in mano dei tagliagole. "Sappiamo che Ansar al Sharia a Bengasi - scrivono i jihadisti - ha catturato missili dell'arsenale di Gheddafi. La Tunisia è accanto alla Libia e Aqim, ha una presenza lì. Quando il confine tra i due paesi sarà raso al suolo potranno scambiarsi missili: i regimi del nordafrica - concludono - saranno tutti distrutti entro il 2020".


Di Battista (M5S): Se non pigiate i bottoni rischiate di perdere il post...

MARINE LE PEN DISTRUGGE D'ALEMA - Video Integrale

Nicola Morra (M5S) a SkyTg24 sulla questione libica

Alessandro Di Battista (M5S): "La vera guerra ce l'abbiamo qui in casa, ...

Barbara Lezzi vs Gruber: "Non fa una bella figura il suo Pd"

E ADESSO CENSURATE ANCHE QUESTO. Festini a Villa Certosa: Berlusconi e l...

Parole Guerriere ☆☆☆☆☆

Figuraccia cosmica di Romani VS Di Maio sul voto di scambio

martedì 17 febbraio 2015

Milleproroghe, Alessio Villarosa (M5S): stanco di subire atteggiamenti f...

Alessandro Di Battista (M5S) - Firenze "Che cos'è il Movimento"

Luigi Di Maio (M5S) "Ipocrisia politica"

Ilaria D'Amico massacra Berlusconi. (Dite a Santoro che si faceva così)

ANNUNZIATA - M5S: "VOI COME BERLUSCONI?"




VIDEO STORICO DA VEDERE E RIVEDERE

Di Battista (M5S) fa vergognare PD e Forza Italia

Freccero 'sistema' Augias e loda i parlamentari M5S

Giulia Sarti (M5S): l'Arena di Giletti, smonta le bugie del Governo

Scontro Scanzi-Moretti: 'Se l'Inter perde, Thohir la mette al posto di M...

" O lavori con contratto romeno, oppure tu qui non puoi stare"; licenziato...



BELLUNO - «O lavori con contratto romeno oppure qui non puoi più stare». È questo che si è sentito dire un camionista di 36 anni residente a Ponte nelle Alpi, che da quasi due anni lavorava per una ditta di autotrasporti di Avellino, che ha sede anche a Modena, al momento della scadenza del contratto a termine.

Lui è di nazionalità romena, ma ormai da un decennio a Ponte: vanta una lunga esperienza come camionista e certo non ci sta a lavorare senza diritti, come sarebbe in caso di un contratto con agenzie dalla Romania. Per questo è tornato a prestare la sua opera in una ditta di Feltre, dove aveva già lavorato, e dove si era da sempre trovato bene.

Non è stato così però, secondo al sua testimonianza nell’azienda di Avellino. Per questo si è affidato ad un avvocato di Treviso, per vedere riconosciuti i propri diritti. In questi giorni ha contestato il licenziamento e le differenze retributive in buste paga alla Aliberti-Donniacuo srl. Sta tentando una mediazione e in caso di esito negativo, andrà in causa.

«Prima del licenziamento - spiega il legale - è stato convocato per indurlo a firmare un contratto che non rispondeva ai criteri dello Stato italiano, ma a quelli di un paese straniero, la Romania, il tutto allo scopo di vanificare il pagamento contributivo all'erario». Con il suo legale il camionista sta cercando di vedersi riconosciuti anche 1800 euro, forfait per trasferte e altre differenze che l’azienda non gli avrebbe pagato.


lunedì 16 febbraio 2015

Alessandro Di Battista (M5S) Parliamo di Libia, guerra e pace

Isis, nuovo video choc: 21 ostaggi decapitati e minacce all'Italia. "Siamo a Sud di Roma"



Alessandro Di Battista (M5S) in un bar a Brindisi Guarda cosa succede...

Morra ad Agorà

GUARDATE L'INTERVENTO DI MORRA DAL MINUTO 1:44:00

"Sono Senatore e voglio il posto a Sanremo"

Le spese pazze di Montecitorio

domenica 15 febbraio 2015

Luigi Di Maio (M5S) "Il Governo del MoVimento 5 stelle" - Che tempo che ...

DI BATTISTA SMONTA GIULIA INNOCENZI

Berlusconi: Taverna distrugge Mussolini

Scontro tra Barbara Lezzi e Ivan Scalfarotto a Linea Notte sulle riforme.

Ascoltate perchè piange questa ragazza mentre abbraccia Beppe Grillo !!!

Alessandro Di Battista: Per voi il gioco è finito e questo E' SOLO L'INIZIO

Luigi Di Maio (M5S): Skytg24 con queste riforme al Senato avremo i più c...

Riccardo Nuti (M5S) - #FuoriDallEuro - Parlamento in piazza

Proposta 5 Stelle: fuori dal Parlamento se fai troppe assenze. La voteranno?


Fai troppe assenze in aula? Sei fuori. Questa è la storica proposta fatta dal Movimento 5 Stelle alla Camera. Un provvedimento che potrebbe rivoluzionare le regole del nostro Parlamento, finalmente. Se non vai a lavorare, vieni licenziato. Il principio è molto semplice. E siccome i tuoi datori di lavoro sono i cittadini, che ti pagano profumatamente, te ne vai a casa. Senza discutere. 

A darne notizia è il deputato 5 Stelle Simone Valente, che scrive:

Abbiamo proposto che i parlamentari che facciano troppe assenze, decadano dalla carica e se ne tornino a casa. Solo per fare un esempio, ecco le percentuali d'assenza di alcuni dipendenti dei cittadini:

Antonio Angelucci (FI) 99%
Rocco Crimi (FI) 94%
Piero Longo (FI) 92%
Nicolò Ghedini (FI) 99%
Denis Verdini (FI) 91%
Giulio Tremonti (gal) 85%

...Ma se voi non vi presentate a lavoro che vi succede?!


I partiti voteranno mai questo provvedimento? Il Movimento 5 Stelle mette ancora davanti alla Casta una proposta davvero importante. Vedremo se avrà seguito. 

"È tutta colpa dei grillini"

 In apparenza ce l’hanno fatta. Dopo essere stata in buona parte polverizzata dal Movimento 5 Stelle, la cosiddetta Casta sta facendo passare la vulgata secondo cui lo stallo attuale – e più ancora la devastazione politico-economica del paese – sia colpa dei grillini. Lo si legge ovunque: “Il M5S è irresponsabile”, “Sta salvando Berlusconi”, “Sa solo dire di no”, etc.

Parte di queste accuse sono giuste, per meglio dire comprensibili. L’ho scritto più volte anch’io. Però, al tempo stesso, siamo di fronte a due paradossi notevoli.

Paradosso Uno. Il M5S sarebbe responsabile, per buona parte di politica e media, di vent’anni di disastri. Un po’ come se Jovetic, dopo aver sbagliato due partite di fila, fosse accusato di non aver fatto vincere uno scudetto alla Fiorentina negli ultimi trent’anni. Il ragionamento non ha nulla di logico e ha molto di interessato. Pd e Pdl incolpano il M5S dei propri errori (e delle proprie connivenze), nella speranza che gli italiani – popolo di per sé senza memoria, come attesta il perdurante successo di Berlusconi – alle prossime elezioni voltino le spalle alla forza di Beppe Grillo. Ci riusciranno? E’ possibile.

Paradosso Due. Il M5S sta ricevendo accuse di ogni tipo, pur rispettando il suo programma. Anche questa è notevole: non è che il Movimento sia accusato di essere un voltagabbana, di avere tradito gli elettori, di avere barattato la propria natura in nome delle poltrone. No, qui è il contrario: il M5S ha la colpa – e in effetti in Italia lo è – di rispettare le parole date. E tra le parole date, anzi urlate, c’era il “niente fiducia, niente alleanze, devono andare tutti a casa”.

Quindi non stanno sbagliando? Non ho detto questo, e non l’ho scritto nei giorni precedenti. Purezza e coerenza devono sempre scendere a patti con la realtà delle cose: è inutile continuare a giocare a poker se nel frattempo gli altri giocano a briscola. Però è davvero intollerabile questa recita – anzitutto dei piddini – secondo cui loro sono santi e gli altri irresponsabili. Per esempio: ultimamente Bersani dice cose molto sensate e savie. Ma è lo stesso Bersani che fino al giorno prima delle elezioni smacchiava i giaguari e snobbava i fascisti del web. Bersani sta dando il meglio di sé ora che è un dead man walking della politica: ricorda l’attaccante che segna una strepitosa doppietta, ma dopo che l’arbitro ha già fischiato tre volte. Fuori tempo massimo. 
Di chi è la colpa? Il disastro attuale non è colpa del M5S (chi lo sostiene asserisce il falso e sa di farlo), ma del peggiore centrodestra d’Europa e di un centrosinistra incapace, correo e comicamente arrogante. Nessuno al mondo sarebbe riuscito a perdere contro questo Berlusconi tramontante. Nessuno, tranne il Pd (e derivati). Se si cercano le colpe, si additino i Boccia e le Bindi. Sono loro che hanno tenuto in vita il Caimano. Mica Grillo. Se “Berlusconi c’è ancora”, le colpe sono delle Bicamerali, dei D’Alema, degli inciuci, dei Mastella, degli indulti, degli scudi fiscali, delle leggi vergogna (mai cancellate), dei conflitti d’interesse (non risolti). Eccetera eccetera. 
Basta però con il passato. Sono d’accordo: inutile continuare a togliersi i sassolini dalle scarpe, non serve a nulla se non a rimpinguare l’ego (di Grillo e non solo). Però quei sassolini ci sono, ragazzi. E più che altro sono macigni. Caduti sui nostri zebedei a tutta velocità. 

Il M5S sta perdendo voti. Probabile. Attenti però a confondere il parere (altamente negativo) di chi ha votato il Pd con quello di chi ha votato M5S. Ci sono dei delusi tra questi ultimi, ma sono una minoranza. E – soprattutto – è gente che ha votato Grillo senza sapere chi fosse Grillo. Stupirsi che il M5S non dia la fiducia a Bersani è come stupirsi di una battuta volgare di Enzo Salvi. E’ proprio l’abc del M5S. Il Movimento sta perdendo voti, ma pochi. E più che perderli per il no alla fiducia, li perderà se si andrà al voto a ottobre con questa stessa legge elettorale. A quel punto molti italiani, pur di non riavere il pareggio, si tureranno il naso e voteranno Berlusconi o Renzi (cioè Berlusconi o Berlusconi). Come in Grecia. Allo stato attuale, però, la “irresponsabilità” del M5S è criticata (in massima parte: un 10% di delusi dal M5S c’è) da chi già odiava il Movimento. E’ ovvio che i piddini lo accusino di non avere senso dello Stato (come se i Violante ce lo avessero avuto). Ed è ovvio che una Fiorella Mannoia scriva uno status Facebook (peraltro condivisibile) contro il lassismo di Grillo. Anche la Mannoia, però, non è un’elettrice piena del M5S, bensì una sostenitrice nobile – alla Camera – di Rivoluzione Civile (al punto da donare una sua canzone). Sillogismo per sillogismo, un grillino potrebbe rispondere alla Mannoia che la colpa della situazione attuale è anche sua, perché ha disperso il voto e creduto in un progetto squisitamente confuso e aritmeticamente inutile, che ha “tolto” voti al centrosinistra non garantendo la maggioranza al Senato. Lo vedete? Ognuno tira la coperta dove e come vuole.

Quindi che si fa? L’ho già scritto. Per il M5S votare Bersani è impensabile. Non esiste. Nemmeno se dietro Bersani ci sono Gabanelli, Saviano e Mazinga. Se invece il nuovo capo dello Stato (votato con maggioranza centrosinistra e M5S) darà l’incarico a un’altra persona, ne potranno parlare. E’ vero che per il Movimento non conta il nome ma il programma, ma è anche vero che il programma lo fa il nome (anzi i nomi). Un governo a tema, e a tempo, di sei mesi-un anno è l’unica strada (auspicabile: in realtà ce ne sono altre, e vedrete che batteranno quei sentieri polverosi lì). La tregua Pd-M5S si può fare solo con un governo realmente nuovo e sganciato dalle logiche consuete (i Letta e i Franceschini, di grazia, si autoimpongano il silenzio per i prossimi mesi): se non è possibile, si vada al voto. Ma non si dica (sempre) no a prescindere: datti una calmata, Grillo. Allo stato attuale è molto meglio essere un po’ incoerenti ma vivi, che coerentissimi ma pressoché in coma. 

Fonte: il fatto quotidiano

Il comportamento indegno di Renzi in Europa

Carla Ruocco (M5S): SkyTg24 "Gli interessi dei cittadini"

Sorial - Di Battista (M5S): Tg1 - Mattarella ultima speme?

Di Maio senza scorta,salutato dai cittadini



Luigi Di Maio (M5S) , è il vicepresidente della Camera dei Deputati di Roma. Lui a differenze dei restanti vicepresidente e Presidente compresa, è l'unico che rinuncia alla scorta, quando in realtà , gli spetterebbe di diritto ma alla quale  ha deciso di rinunciare. Piuttosto in questo video , possiamo vedere come viene salutato calorosamente dalla gente che lo incontra per strada.

M5S, FICO MINACCIA: "PRONTI A DIMETTERCI TUTTI PER FAR CADERE IL PARLAMENTO"


I parlamentari 5 Stelle sono pronti a dimettersi anche subito per far cadere il Parlamento e tornare al voto. A dirlo è Roberto Fico, deputato 5 stelle e membro del direttorio M5S, che spiega: "Noi siamo sempre pronti a dimetterci se possiamo far cadere un Parlamento che non rappresenta più nessuno. Ma questi - aggiunge - sono più sogni che realtà. In questo Paese - sostiene Fico - è fuorviante parlare di opposizione, poiché dopo quasi due anni di Parlamento abbiamo constato che oggettivamente l'unica opposizone vera è quella di M5S. Una parte di questo Parlamento è incostituzionale da quando il Porcellum è stato dichiarato incostituzionale".     "Siamo sempre pronti a nuove elezioni che comunque auspichiamo - insiste - perché questo Parlamento trasformista e incostituzionale rappresenta solo se stesso e non più i cittadini. Uno dei motivi per cui il Parlamento trova sempre una maggioranza è ai fini della poltrona, nessuno ha il coraggio di rinunciare a un posto caldo sicuro. Ed è questo il motivo". 


sabato 14 febbraio 2015

Otto e Mezzo: Marco Travaglio vs Alessandra Moretti

Di Maio: " Partiti lavorano in modo indegno"

CARLA RUOCCO INTERVISTA A FANPAGE

Alessandro Di Battista (M5S): SkyTg24 "Paura di perdere le poltrona"

venerdì 13 febbraio 2015

COMPRAVENDITA DI PARLAMENTARI

Roberto Fico (M5S) "Noi non ci arrendiamo"

Bonafede a Giachetti: lei deve servire la Costituzione... Non Matteo Renzi!

Riforme, Fraccaro: i tirapiedi di Renzi si inchinano per salvare il posto

giovedì 12 febbraio 2015

È bastato urlare ‪#‎onestà‬ per far impazzire i partiti

Travaglio: Renzi promette e non mantiene?

Di Maio: Sono campano e non mi farò prendere in giro

TAVERNA SFANCULIZZA GOVERNO RENZI

DI BATTISTA:" ALFANO SEI INDEGNO"

CLAMOROSA FIGURA DI MERDA di Simona Bonafè (PD)

mercoledì 11 febbraio 2015

Vittoria ‪#‎M5S‬, tolto appalto ‪#‎nucleare‬ ai corruttori!

Scandaloso: guardate Rosato, ‪#‎PD‬, che dice alla segretaria della presidente Sereni, PD, cosa fare

Esplode l'aula: ‪#‎Boldrini‬ serva del governo ‪#‎Renzi‬!

Alessandro Di Battista (M5S) - Servizio Pubblico "L'immoralità è come il...

M5S denuncia Renzi per danno erariale: “Ha usato volo di Stato per andar...

Sgarbi show: 'Non voglio pagare per quello che hanno deciso 4 stro...'

Di Maio al Tg5: "Subito reddito di cittadinanza e anticorruzione"

Carlo Sibilia (M5S) a Agorà "Patto San Bernardino"

Danilo Toninelli (M5S): SkyTg24: Riforme Costituzionali

Carlo Sibilia (M5S) "Noi non accettiamo questa dittatura"

Riforme, Disordini a Montecitorio...

Alessandro Di Battista (M5S): Siamo noi contro tutti gli altri

Fronte anti-austerità, Podemos e Syriza a Grillo (M5s): "Appello interes...

martedì 10 febbraio 2015

Roberto Fico (M5S) a Ballarò "Non molleremo mai"

Alessio Villarosa (M5S): "Cancellate le banche popolari per il solito fa...

Attenzione: immagini forti. Egitto, 10 decapitati da Isis VIDEO

FONTE


Travaglio vs Renzi: "Sei come Forrest Gump"

Politico del PD strappa il microfono alla consigliera M5s

lunedì 9 febbraio 2015

Barbara Lezzi (M5S) vs Serrachiani (PD) - Otto e mezzo 20 05 2014 1/2

Ascoltate come risponde Di Battista ad un elettore SEL all'agorà di Roma

Alessandro Di Battista (M5S): Tg1 #SiamoTuttiDiMatteo

Scanzi: 'Salvini, ma tu quando lavori?'

Giulia Grillo (M5S) ammutolisce PD e FI

Paola Taverna - La Gabbia 05 02 2014

Luigi Di Maio (M5S): Tg3 "In questa strada ogni famiglia un morto di tum...

domenica 8 febbraio 2015

SALVINI CONTESTATO A PALERMO SI RIFUGIA IN TEATRO

Alessandro Di Battista (M5S): Conferenza stampa contro le mafie

Paola Taverna umilia Simona Bonafè

Accesa discussione tra Alessandro Di Battista(M5S) e Roberto Speranza(Pd...

Napolitano, pensione dorata: chauffeur, maggiordomo. E ufficio da 100 mq

   
Nonostante i tagli annunciati nel 2007, per i presidenti emeriti della Repubblica rimane una lunga lista di benefit: una segreteria di almeno una decina di persone, un assistente "alla persona", una serie di linee telefoniche dedicate. Ridurre i privilegi? Il suo ufficio stampa: "Ha avuto impegni tali da non consentirgli di deliberare sulla materia"
Avrà di che consolarsi con il trattamento straordinario che lo aspetta: segreteria, guardarobiere, scorta. Con le dimissioni e l’uscita anticipata dal Quirinale, Giorgio Napolitano perderà la suprema carica, con un annuncio in arrivo probabilmente il 14 gennaio, ma non certo i servizi e i confort che hanno scandito la sua vita quirinalizia. Per lui, come da regolamenti in vigore, non si lesineranno mezzi e benefit, a cominciare dai telefoni satellitari, i collegamenti televisivi e telematici, lo staff nutritissimo e persino l’«addetto alla persona», sì, avete capito bene, proprio l’assistente-inserviente che alla corte inglese di Buckingam Palace più prosaicamente definirebbero “maggiordomo”. Insomma, un trattamento da vero monarca repubblicano al quale è riservato pure il diritto ad utilizzare un’auto con autista, privilegio che spetta anche alle vedove o ai primogeniti degli ex presidenti. Davvero niente male. E se ne era accorto lo stesso Napolitano che, nel 2007, tra le polemiche per le spese quirinalizie e le rivelazioni dei giornali sul trattamento degli ex annunciò tagli solenni. Ma, come Ilfattoquotidiano.it ha potuto verificare, quelle sforbiciate non sono mai arrivate e anche lui potrà dunque tranquillamente continuare a godere di sorprendenti agi e privilegi tra le compassate stanze di Palazzo Madama.

BENTORNATO, PRESIDENTE - Lasciato il Quirinale, Napolitano assumerà infatti le vesti di senatore a vita, carica che ha già ricoperto per pochi mesi dal 23 settembre 2005, quando fu nominato dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi, fino alla sua elezione al Colle il 15 maggio 2006. Al Senato, dove insieme allo stesso Ciampi formerà la gloriosa coppia degli ex capi di Stato, Napolitano si sistemerà in una location diversa da quella che lo aveva ospitato per poco più di sette mesi prima di trasferirsi al Quirinale. Il suo vecchio ufficio, infatti, è stato nel frattempo assegnato ad un altro senatore a vita: quel Mario Monti da lui stesso nominato poco tempo prima di diventare presidente del Consiglio. Così, per Napolitano si sono dovuti tirare a lucido gli oltre cento metri quadrati degli uffici di Palazzo Giustiniani con vista su San Ivo a suo tempo occupati da un altro ex illustre inquilino del Colle, il defunto Oscar Luigi Scalfaro.

BENEFIT A VITA – Un “buen retiro” dorato che, allo stipendio dovuto ai comuni senatori eletti, circa 15mila euro mensili netti, tra indennità, rimborsi e ammennicoli vari, sommerà anche una lunga serie di benefit a carico del bilancio della presidenza della Repubblica. Documenti alla mano, si scopre infatti che in forza di un vecchio decreto del 1998 a ciascun presidente emerito spetta innanzitutto il diritto ad utilizzare un dipendente della carriera di concetto o esecutiva del segretariato generale del Quirinale con funzioni di segretario distaccato nel suo nuovo staff. Altri due dipendenti del Colle possono invece essere trasferiti presso la sua abitazione privata romana di via dei Serpenti, con mansioni l’uno di guardarobiere e l’altro di addetto alla persona. Poi ci sono le cosidette “risorse strumentali”: un telefono cellulare o satellitare, un fax e un’altra connessione urbana ultraprotetta, una linea dedicata per il collegamento con il centralino del Quirinale, un’altra per quello con la batteria del Viminale e un allacciamento diretto con gli uffici dei servizi di sicurezza del ministero degli Interni, predisposti in duplicato presso lo studio e l’appartamento privato dell’ex presidente; quindi, collegamenti telematici (anche in questo caso doppi), consultazione delle agenzie di stampa e banche dati, oltre a connessioni televisive a bassa frequenza per la trasmissione dei lavori di Camera e Senato; per ultima, non poteva mancare, ecco l’auto con telefono e chauffeur riservata, vai a capire perché, pure alla vedova o al primogenito dell’ex capo di Stato. E non è finita.

PAGA IL SENATO – Una volta traslocato dal colle del Quirinale agli uffici del Senato, a Napolitano, come a tutti i presidenti emeriti della Repubblica, spettano altre cospicue dotazioni. Ci sono quelle della presidenza del Consiglio, mobilitata per l’utilizzo di treni, navi e aerei; ma ci sono soprattutto le altre poste a carico di Palazzo Madama. Si tratta di una munitissima segreteria composta da una decina di unità: un capo ufficio, tre funzionari, due addetti ai lavori esecutivi, altri due a quelle ausiliari e, a scelta, addirittura un consigliere diplomatico o militare. Una pletora di persone alla quale obbligatoriamente si aggiungono gli agenti di pubblica sicurezza e i carabinieri addetti alla scorta e alle postazioni previste presso le abitazioni private del presidente. A conti fatti, una trentina di persone che forniranno i loro servizi nell’arco delle 24 ore. Non spetta, invece, agli ex inquilini del Colle alcuna liquidazione, assimilabile al Tfr dei comuni lavoratori o all’assegno previsto per i parlamentari non rieletti. Interpellato dal ilFattoquotidiano.it, l’ufficio stampa del Quirinale spiega che «al momento della cessazione dell’incarico di presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano non riceverà alcuna indennità di fine mandato». L’attuale capo dello Stato, aggiungono dal Colle, «ha maturato 38 anni di contributi ma non ha mai beneficiato né beneficerà del vitalizio previsto per gli ex parlamentari in quanto incompatibile dapprima con l’assegno percepito in qualità di eurodeputato (Napolitano lo è stato dal 1999 al 2004, ndr), poi con quello di presidente della Repubblica e, infine, anche con quello di senatore a vita, carica che tornerà a rivestire una volta lasciato il Quirinale».

CHI SPENDING DI PIU’ – Quanto ai tagli ai privilegi degli ex capi di Stato annunciati qualche anno fa, i comunicatori del Colle spiegano a ilfattoquotidiano.it che «il mandato di Napolitano è stato finora caratterizzato da impegni tali da non consentirgli di deliberare sulla materia, ma qualora dovesse decidere di farlo prima della cessazione del suo incarico non intende fare della sua determinazione oggetto di campagna promozionale». Anche per ragioni di opportunità rispetto all’operato dei suoi predecessori. E, in ogni caso, «non è detto che, una volta esaurito il mandato, Napolitano si avvarrà indiscriminatamente delle prerogative previste per gli ex presidenti della Repubblica».
Insomma, prerogative rinunciabili ma solo se l’avente diritto vorrà.

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sabato 7 febbraio 2015

L'assenteismo dell'eurodeputata PD Alessandra Moretti contestato da un s...

PAPA FRANCESCO: L'ECONOMIA DELL'INEQUITA' UCCIDE

Luigi Di Maio (M5S) con Antonella Laricchia #‎M5S‬ ‪#‎Puglia5Stelle‬

SCANZI SCHIACCIA LA SANTANCHE' -

Grecia: 'Difendiamo il nostro governo!'. Migliaia di persone in piazza contro Draghi e la Merkel! Video.









In migliaia in Piazza in Grecia sotto il Parlamento contro imposizioni di Draghi e Merkel
Il potere della rete, prevalentemente tramite facebook, ha dato la possibilità ai greci di organizzarsi in poche ore e scendere così in piazza per manifestare proprio sotto al parlamento a favore del proprio governo appena eletto di Tsipras. Ricordano molto gli 'Indignados' spagnoli nel 2011 le immagini pubblicate dai media greci, si stima che fossero almeno in 6mila persone a manifestare contro il sistema bancario europeo, contro Draghi e la Merkel, gridando lo sloganNo ricatto, non rispondiamo, non temiamo, non torniamo indietro, vinciamo! Guarda il video in basso.


Bersani: mica volevo far l'alleanza con Grillo, son mica matto!

BARBARA LEZZI ANNIENTA GIORNALISTA

“È casa tua, decidi tu”. Da oggi per ristrutturare basta una mail e al Catasto ci pensa il Comune



ristrutturazione casa melania


“È casa tua, decidi tu”. Abbiamo letto sul sito del governo italiano questa proposta che ha davvero il sapore della semplificazione e per questo riportiamo il comunicato integrale pubblicato sul sito governo.it. “Grazie alle nuove norme introdotte dallo “Sblocca Italia”(Legge 11 novembre 2014, n. 164) ristrutturare il tuo appartamento, dividere un alloggio grande in due più piccoli o unire alloggi contigui, sia sullo stesso piano che su piani differenti per realizzarne uno più grande, è semplice e veloce: se non modifichi la volumetria complessiva e non intervieni sulla struttura della casa non hai più bisogno del permesso di costruzione, basta una semplice comunicazione di inizio lavori al Comune”.

“Quando saranno finiti i lavori ricordati di inviare la comunicazione di fine lavori al Comune: questa comunicazione ti fa risparmiare la procedura di accatastamento che altrimenti resta a carico del proprietario.
Le detrazioni
“Inoltre, la Legge di Stabilità ha prorogato a tutto il 2015 la possibilità di usufruire della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, o del 65% per interventi di riqualificazione energetica o di adeguamento antisismico degli edifici”.
I lavori consentiti
Ristrutturando il proprio appartamento è possibile: rinnovare e sostituire alcune parti, come l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti, realizzare e migliorare i servizi igienico-sanitari e tecnologici. Sarà possibile dividere un alloggio grande in due più piccoli, o unirne due contigui (sia sullo stesso piano che su piani differenti) per realizzarne uno più grande, potrai modificare così la superficie della tua abitazione secondo le nuove esigenze familiari.
Tra le opere consentite è anche possibile rinnovare e sostituire parti strutturali degli edifici, come scale pilastri travi muri portanti e altro, ma se sono previstie questi tipi di interventi le procedure saranno differenti.
I lavori non consentiti
Non è possibile modificare la volumetria complessiva degli edifici né modificare la destinazioni d’uso, quindi una casa non può diventare ufficio e viceversa. Gli approfondimenti si trovano sul sito della regione e del comune.
Come fare? Per dividere o unire gli appartamenti, si possono fare i lavori senza dover ottenere alcun permesso da parte del Comune. Sarà necessario, prima di dare inizio ai lavori, trasmettere al Comune, anche semplicemente per via telematica senza recarsi negli uffici, la Comunicazione di Inizio Lavori, la così detta CIL, accompagnata da una asseverazione di un tecnico abilitato alla professione .
Se tra i vari interventi che dovrai fare nell’appartamento sono previste opere che riguardano le parti strutturali non si potrà utilizzare la CIL e si dovrà utilizzare il modulo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività, la così detta SCIA.
I moduli per la CIL e la SCIA si possono reperire presso gli uffici tecnici del comune, alcuni li propongono anche sul sito istituzionale.
Quali documenti allegare
I documenti che dovranno essere trasmessi all’amministrazione comunale sono: – elaborato progettuale, cioè i disegni che fanno vedere le modifica dell’alloggio;
- comunicazione di inizio dei lavori asseverata, cioè sottoscritta da un professionista tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono coerenti con le regole e i piani approvati e che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che i lavori non interessamento delle le parti strutturali dell’edificio.
- dati che identificano l’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori, che dovranno essere contenuti nella comunicazione di inizio lavori.
Da non dimenticare. Quando i lavori saranno ultimati si potrà inviare al comune anche una comunicazione di fine lavori. Questa comunicazione è valida ai fini dell’accatastamento e obbliga l’amministrazione comunale a inoltrare tempestivamente e direttamente, quanto necessario, ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate per il nuovo accatastamento dell’immobile trasformato. Senza questa comunicazione la procedura resta a carico del proprietario.
I costi
I lavori di frazionamento o accorpamento degli appartamenti i costi sugli oneri da pagare al comuni sono sostanzialmente diminuiti.
Dovranno essere pagati solo nel caso in cui le trasformazioni effettuate determinano un aumento della superficie calpestabile dell’appartamento che genera una erogazioni maggiore di servizi da parte dell’amministrazione comunale, il così detto “carico urbanistico” (necessità di più acqua, più fognatura, più parcheggi……).
I costi da pagare sono quantificati, comunque, solo rispetto alle opere di urbanizzazione, il costo di costruzione non dovrà essere pagato.
Fonte: FONTE

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venerdì 6 febbraio 2015

Travaglio vs Meloni

Di Maio a Skytg24

HO RICEVUTO 50EURO PIÙ 15EURO DI TESSERA PD PER VOTARE RENZI


Il poliziotto e la scorta a @beppe_grillo #Grillo

#5giornia5stelle del 6 Febbraio 2014 - #Boschi-gate

Vacanze a spese degli italiani M5S Paolo Romano denuncia Renzi

Travaglio vs Bonafè: “Renzi ha piantato 3 siluri a B.”

giovedì 5 febbraio 2015

Di Maio: “Il patto fra B. e sinistra esiste da 20 anni”

Taverna: “Noi apriamo a Mattarella, lui non firmi porcherie”

Mattarella? È un bel Presidente! Un santo! Un apostolo

Terza Guerra Mondiale alle porte: Obama dichiara guerra a Putin ecco cosa sta succedendo nel silenzio dei Media





I paracadutisti americani pronti a volare in Ucraina. A partire dalla prossima primavera forniranno addestramento all’esercito di Kiev. Nel frattempo, gli Usa consegnano mezzi blindati agli ucraini. Caserma Carlo Ederle, Vicenza. O, meglio, Camp Ederle, come lo chiamano i soldati americani che lì vivono e si addestrano. Sono partiti da qui, lo scorso settembre, i paracadusti americani della 173esima Brigata aerotrasportata. Si sono diretti in Ucraina per svolgere un’esercitazione militare della Nato denominata “Rapid trident”. Ed è da qui che i paracadutisti americani della 173esima brigata di Ederle e Dal Din partiranno nuovamente. 

La meta sarà la stessa: l’Ucraina. Raggiungeranno le zone – caldissime – che da oltre un anno vedono l’esercito di Kiev scontrarsi con i filorussi. Questa operazione si inserisce nel progetto prospettato da Ben Hodges, capo della Us Army Europe: a partire dalla prossima primavera i soldati americani saranno impiegati per addestrare l’esercito di Kiev. Lo scorso 19 gennaio, inoltre, gli Stati Uniti hanno consegnato all’esercito ucraino il prototipo di un nuovo veicolo blindato, il Kozac. Era questo, del resto, uno dei patti siglati tra americani e ucraini il 4 giugno 2014. Fonte 

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Lo scandalo delle nomine del Governo ucraino e dei milioni di rifugiati perseguitati condannati da Dario Tamburrano e da tutto il MoVimento 5 Stelle durante la plenaria del 13 gennaio 2015. Ascoltate e condividete:
 Obama: USA mediatori nel trasferimento di potere in Ucraina

 Barack Obama ha apertamente riconosciuto il ruolo degli Stati Uniti nel colpo di stato avvenuto in Ucraina nel febbraio 2014. Questa ammissione è stata fatta in un’intervista del presidente degli Stati Uniti alla CNN: «Noi abbiamo agito da intermediari nel trasferimento di potere in Ucraina,” – ha detto Obama. Nell’intervista con la CNN, Barack Obama ha inoltre espresso il parere che un vero conflitto militare tra gli Stati Uniti e la Russia non sia saggio, tuttavia ha minacciato di “adottare soluzioni militari per proteggere gli alleati.” Rispondendo alla domanda sull’efficacia della politica degli Stati Uniti nei confronti della Russia, Barack Obama ha espresso la convinzione secondo cui sia efficace e legata con le “cattive decisioni di Putin.” L’entrata della Crimea nella Federazione Russa, il presidente americano l’ha definita “svantaggiosa” per Mosca. Tuttavia ha osservato che gli Stati Uniti “hanno dei limiti negli interventi militari”, “tenendo conto le dimensioni dell’esercito russo” e che “l’Ucraina non è un membro della NATO.” 
Pertanto Washington è costretta solo a “sforzarsi affinchè la Russia accusi le più pesanti perdite” e “esercitare pressioni diplomatiche su Mosca.” “Non penso che un vero conflitto militare tra gli Stati Uniti e la Russia sia una decisione saggia per l’America o il mondo,” – ha ammesso Barack Obama. Tuttavia ha osservato che Washington “sta rafforzando i Paesi al confine con la Russia che sono membri della NATO.” “Ho messo in chiaro che questa linea non può essere attraversata, dal momento che dovremo intraprendere un’azione militare per proteggere i nostri alleati, questo dice l’articolo 5 della Carta della NATO,” – ha avvertito il presidente degli Stati Uniti. Poi ha rivelato i piani futuri della Casa Bianca: “Ci muoveremo su due piani: aumentare la pressione sulla Russia e rafforzare l’Ucraina.” In un’intervista con RT ha commentato le dichiarazioni di Barack Obama l’analista militare e politico ed ex capo dei servizi segreti israeliani Yakov Kedmi, osservando che Washington non esita più a parlare apertamente dei propri propositi e tentativi di cambiare i governi non graditi nei Paesi di tutto il mondo.

Ultimamente non sono molto timidi. Parlano tranquillamente e agiscono quasi alla luce del sole,”- ha rilevato Kedmi. Ha sottolineato che durante l’esistenza dell’Unione Sovietica valeva il principio di non interferenza negli affari interni degli altri Stati, o almeno si cercava di nascondere il proprio coinvolgimento. Per quanto riguarda l’Ucraina, secondo Yakov Kedmi, il cambio di potere non era fine a sè stesso. Era necessario indebolire la Russia, che negli Stati Uniti ritengono una delle minacce alla sua egemonia nel mondo: La Cina e la Russia sono una grave minaccia per gli USA, perché non permettono l’esistenza della loro futura egemonia politico-militare ed economica. 
Pertanto hanno bisogno di colpire l’elemento che ora considerano più debole: è proprio la Russia. Kedmi è convinto che gli Stati Uniti abbiano scelto proprio l’Ucraina per le sue azioni, dal momento che la sua adesione all’Unione Doganale avrebbe rafforzato notevolmente l’economia russa, avrebbe aperto la possibilità di far aderire altri Paesi ed avrebbe portato ad una riduzione dell’influenza di Washington sull’Europa: La presentazione della Russia come una minaccia consente loro di conservare il controllo in Europa, spiegandole come sia minacciata dalla Russia. Questo vogliono mantenere. Commentando le parole di Barack Obama, secondo cui gli Stati Uniti saranno costretti a difendere gli alleati della NATO, Yakov Kedmi ha sottolineato: “E’ una precisa dichiarazione: “difenderemo solo i Paesi della NATO”. Cioè coloro che non sono membri della NATO, sono nelle mani di Nostro Signore. E’ una chiara allusione all’Ucraina: “nessuno combatterà per voi.” 

Di Battista (M5S): anche oggi nuovo arresto in area PD, ma Renzi tace!

Matteo Renzi Butta la Maschera! In un Fuorionda "In Parlamento ci Porto ...

#Fuoridalleuro. Lo spot con Paola Taverna

Riccardo Fraccaro (M5S) Patto del Nazareno finito? Su corruzione Pd e Fi...

Montevecchi: "L'incompetenza del Ministro Lorenzin è palese! Subito sfid...

Barbara Lezzi (M5S) dichiara di dare la FIDUCIA a Renzi. Ascoltate le mo...

mercoledì 4 febbraio 2015

Intercettazione scandalo presidente della repubblica

CECCONI (M5S) NOI SIAMO APERTI E RENZI CHE NON CI RISPONDE

Pieraccioni Vs Renzi a Firenze ce lo siamo tolto dai co...

E' FINITO IL PATTO DEL NAZARENO? 3 MINUTI PER APRIRE GLI OCCHI!

Brignano e i rapporti con Grillo

Forza Italia in crisi totale: si dimettono i vertici e i capigruppo. Berlusconi dice no

Si allarga la frattura in Forza Italia, i fittiani rompono: "Non riconosciuta la valenza politica dell'ufficio di presidenza"


15.20 - La rottura di Forza Italia non sembra consumarsi solo dentro al partito ma persino fuori, in quello che per mesi è stato il pomo della discordia della sinistra e, in generale, della politica italiana: il patto del Nazareno.

A mettere il punto, o almeno così pare, è Giovanni Toti, che così ha dichiarato alla stampa:

"Il patto del Nazareno così come lo avevamo interpretato fino ad oggi noi lo riteniamo rotto [...] Il cammino delle riforme il governo ha già detto con grande chiarezza che proseguirà noi non ci sentiamo legati a condividere un percorso nel suo totale perché quel totale prevedeva un presupposto fondamentale che era: sulle istituzioni si sceglie insieme e dunque anche sul capo dello Stato."


Una posizione che sembrerebbe definitiva, al netto di ripensamenti e nuove giravolte dei politici di centrodestra della compagine berlusconiana.

Aggiornamento 14.05 - Silvio Berlusconi, secondo fonti presenti alla riunione del comitato di presidenza di Forza Italia, avrebbe respinto le dimissioni offerte in blocco dai massimi dirigenti del partito e durante la riunione ha confermato loro, viene ancora spiegato, la sua piena fiducia.

Forza Italia in crisi totale: si dimettono i vertici e i capigruppo

E' crisi totale in Forza Italia: dopo la debacle politica nell'elezione del Capo dello Stato sembra oramai insanabile la frattura all'interno del partito di centrodestra, più orientato ad una lotta intestina che non a riprendere in mano un'eredità politica ad oggi appannaggio di Matteo Salvini (il vero capolavoro politico recente non è quello di Renzi con Mattarella ma quello di Salvini con la Lega, presa in mano nel bel mezzo di una bufera giudiziaria che avrebbe distrutto chiunque).

Questa mattina si è tenuto l'ufficio di presidenza di Forza Italia, convocato da Berlusconi a Palazzo Grazioli, al termine del quale è arrivata la notizia delle dimissioni da capogruppo alla Camera di Renato Brunetta, uno dei più contestati "vicini" al leader milanese.

Renato Brunetta non avrebbe però solo dato il benservito da capogruppo: avrebbe anche chiesto la possibilità di votare di nuovo a scrutinio segreto le cariche di capogruppo alla Camera e al Senato, una vera e propria "svolta democratica" che rischia di trascinare un impreparato partito personale nella democrazia partecipata, più moderna diciamo.

Tutti i vertici del partito hanno rassegnato le dimissioni nelle mani del Presidente Silvio berlusconi.



E Raffaele Fitto coglie la palla al balzo: già noto malpancista, critico come quasi nessuno nella storia con Silvio Berlusconi, il politico pugliese ha dichiarato:

"Dopo gli errori clamorosi degli ultimi tempi c'è la necessità di un azzeramento totale degli organi del partito [...] Noi restiamo in Forza Italia ma apriamo con forza un confronto nel partito sulla linea politica e sul suo assetto. Non si può più derogare, ce lo chiedono milioni di elettori che ci abbandonano purtroppo ogni giorno come dimostrano i sondaggi. [...] Dobbiamo sostituire l'attuale gruppo dirigente con un gruppo dirigente eletto dai nostri elettori, troviamo il modo. I ruoli, compreso il mio, si devono assumere non perchè si viene nominati ma perchè si viene eletti. [...]
Ieri ho avuto un lungo e franco colloquio con Berlusconi. Le posizioni non sempre collimano. Berlusconi ha bisogno di dire fuori quello che pensa e noi abbiamo bisogno di chiarezza: il logoramento di Berlusconi e di FI sta avvenendo ad opera di altri e quindi se non sarà possibile avviare questo confronto serio nel partito, all'interno, lo faremo partendo dai territori e inizieremo a girare il Paese".

ha detto lo stesso europarlamentare Fitto in una conferenza stampa di poco fa alla Camera dei Deputati. Parole che certamente aggiungeranno altra carne al fuoco nel pomeriggio di oggi.

Imposimato denuncia gli Usa all'Aja: "Sapevano dell'11 settembre"

Sono fiero di aver scritto 3 volte il nome di Ferdinando Imposimato sulla scheda per l'elezione a Presidente della Repubblica.

‘’sanno che in quei due grattacieli erano stati collocati degli ordigni, così come in un terzo palazzo adiacente alle Torri Gemelle, la torre numero 7, che crollò su se stessa, come si vede in alcune riprese televisive, senza che in questa ci fosse un impatto con un aereo, come avvenne nelle altre due”. Ferdinando Imposimato

Un avvocato italiano, l’ex giudice istruttore Ferdinando Imposimato, sta preparando una denuncia al Tribunale internazionale penale dell’Aja perché, a suo dire, pur sapendo che era in preparazione l’attentato alle Twin Towers la Cia non fece nulla per fermarlo. Oltretutto, secondo il presidente onorario aggiunto della suprema Corte di Cassazione, che a suo tempo indagò sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, che ora assiste la famiglia come avvocato, titolare dell’inchiesta sull’attentato al papa in piazza San Pietro e già presidente della commissione parlamentare antimafia, le Twin Towers crollarono non soltanto per l’impatto dei due aerei dirottati dai terroristi di Bin Laden. I periti esperti della Nist, un’agenzia federale di sicurezza degli Usa, che hanno svolto un'indagine sull’attentato, ‘’sanno che in quei due grattacieli erano stati collocati degli ordigni, così come in un terzo palazzo adiacente alle Torri Gemelle, la torre numero 7, che crollò su se stessa, come si vede in alcune riprese televisive, senza che in questa ci fosse un impatto con un aereo, come avvenne nelle altre due”.
L’ipotesi di reato che Imposimato, come rivela il magistrato ad Affaritaliani, ha intenzione di formulare “insieme con altri studiosi ed esperti nell’adire presso la Corte penale internazionale dell’Aja, attraverso il procuratore della Corte stessa, è di concorso nelle stragi che l’11 settembre del 2001 causarono 3.000 morti alle Torri Gemelle più altri decessi nell’attacco al Pentagono”.
Di questa storia di presunte commistioni tra servizi segreti statunitensi e Bin Laden, c’è una vasta letteratura internazionale. Fantapolitica o realtà?
Di certo, come ha detto qualche giorno fa Imposimato parlando con alcuni giornalisti a Latina, a margine del quarto convegno nazionale dei giudici scrittori, dell’attentato alle Torri Gemelle se ne é discusso nell’incontro di “Toronto Hearings”, un tribunale internazionale indipendente, una sorta di Tribunale Russel, che si è riunito dall’8 al 12 settembre scorsi a Toronto, in Canada, composto da giudici internazionali, che ha ascoltato 17 testimoni. A quell’incontro Imposimato c’era. Da qui la sua intenzione di ricorrere al Tribunale penale internazionale dell’Aja, lo stesso che ha arrestato e mandato sotto processo per genocidio gli autori dei massacri nella guerra di pulizia etnica in quei paesi sorti in seguito al crollo dell’ex Jugoslavia.
Imposimato, perché intende rivolgersi al Tribunale penale internazionale dell’Aja?
“Perché diversi esponenti di vertice della Cia pur sapendo della presenza di terroristi nel territorio Usa fin dal gennaio 2001 provenienti dall’Arabia Saudita e considerarti come sospetti terroristi e pur sapendo che essi erano arrivati a Los Angeles dal 15 gennaio 2001 per addestrarsi sugli aerei da usare come missili contro edifici americani, non informarono l’Fbi, che è l’unico organismo competente a contrastare il terrorismo in territorio americano, in tal modo lasciando che gli attentati avvenissero eseguiti l’11 settembre 2001”.
Chi porterebbe come imputati e come testimoni in questo processo?
“Chiederò di ascoltare gli scienziati e i testimoni che sono stati sentiti nella Ryarson University di Toronto lo scorso settembre, che hanno dimostrato come nelle cosiddette Torri Gemelle e nella terza torre, la numero 7, siano state inserite dolosamente bombe e ordigni incendiari ed altri elementi idonei ad accelerarne il crollo. Ritengo che non aver impedito il verificarsi dell’attacco da parte di chi aveva il dovere di impedirlo, sia una gravissima colpa”.